Discography

GUANO PADANO

Americana

Ipecac_Ponderosa_Tannen - 2014

ALESSANDRO "ASSO" STEFANA (g) / DANILO GALLO (b) / ZENO DE ROSSI (dr)

FEATURING:

JOEY BURNS: spoken words
DAN FANTE: spoken words
MARK ORTON: dobro, gut banjo, bass harmonica
CABO SAN ROQUE: grillos macànicos, màquina tre tristes

FRANCESCA AMATI: vocal
MASSIMILIANO MILESI: tenor sax
BEPPE SCARDINO: baritone sax
TONY CATTANO: trombone
GLAUCO BENEDETTI: tuba
ENRICO TERRAGNOLI: electric guitar
VINCENZO VASI: theremin

Americana è un titolo che, nella cultura italiana, ha una connotazione puntuale e precisa: fu l’intestazione di una controversa antologia realizzata negli anni ’40 del Novecento su progetto di Elio Vittorini, una collezione di testi di 33 narratori americani (dal primo Ottocento fino agli anni Trenta), alla cui realizzazione collaborarono, per le traduzioni, scrittori e intellettuali come, tra gli altri, Cesare Pavese, Eugenio Montale e Alberto Moravia. Vittorini non riuscì a pubblicare Americana nella maniera in cui la pensò e organizzò, perché il regime fascista imperante in Italia in quel periodo, poco tollerava un’esterofilia che non parlasse lingua tedesca. Eppure già dagli anni ’30, la curiosità nei confronti della letteratura americana aveva suscitato una fervente e sot- terranea attività di lettura e traduzione da parte di molti intellettuali (come una giova- nissima Fernanda Pivano) che vedevano proprio in Pavese e Vittorini i propri capofila. E pensare che proprio questi ultimi, entrambi, conobbero l’America solo attraverso le Sue carte: non la videro mai, e il fascino di Lei, setacciato attraverso le parole dei Suoi scrittori, la rese ai loro occhi ancora più bella, ancora più mitica.
I Guano Padano si sono approcciati a quegli stessi autori americani e ad alcuni loro libri pubblicati nella prima metà del Novecento, subendone più o meno la stessa fasci- nazione primitiva, ammirati e intimoriti da quei Giganti di terre sconosciute, oltre le Co- lonne d’Ercole. E l’ammirazione per quelli si è aggiunta all’affezione per quegli intellettuali italiani che, negli anni neri del fascismo, sfidarono il regime introducendo nella nostra cultura la letteratura americana loro contemporanea, leggendo, tradu- cendo, scrivendo (come scrisse Pavese in un articolo del 19471). L’apprezzamento degli americani si è sommato alla stima e all’amore per gli italiani che tradussero (l’America), tradirono (la cultura dell’Italia fascista) e fondarono (la cultura dell’Italia che sarebbe risorta).
Silenziose guide di questo progetto sonoro sono stati dei testi, cuciti assieme in una tela musicale impregnata dei colori cupi e vitali di personaggi e paesaggi di volta in volta incontrati in quei libri: dalla pianura insanguinata e dai cacti de La luna e i falò di Pavese, passando per le distese desertiche solcate dai novelli cavalieri erranti della Tortilla Flat di Steinbeck; attraversando I mari del Sud con i cugini naviganti, giganti vestiti di bianco che quei mari li avevano percorsi senza mai poterli veramente assaporare, senza mai averli davvero conosciuti. Queste note hanno sentito la polvere che copriva i personaggi ritratti da Hemingway, avvertito la fame di cibo e sapere e la rabbia del black boy Richard Wright; hanno seguito le orme e il profumo della belva bianca dell’armeno Saroyan e degli indomiti cavalli pezzati dei primi racconti di Faulkner; sognato fattorie e conigli as- sieme a George e Lenny di Of Mice and Men e vissuto le odissee degli emigrati italiani spaesati, attraverso i wop di Fante. E hanno sentito la forza delle vite rinchiuse nei me- ravigliosi epitaffi segnati sulla collina di Spoon River e l’energia dei canti dei neri cenciosi dalle ugole multicolori, attraverso i ricordi dell’Ohio di Sherwood Anderson.
I Guano Padano hanno provato a rinchiudere tutti questi mondi in questo disco, a re- stituire un’idea di America primitiva, antica eppure vergine, terra desolata e fertile, dalle sterminate pianure confinanti con i sobborghi sporchi delle città alcolizzate; un’America vibrante di energie carsiche e odorante di terra battuta, di sudore, di pol- vere di ferrovia e di libertà.

1 Cesare Pavese, Ieri e oggi, prima pubblicazione su «L'Unità», Torino, 3 agosto 1947; ristampato in Cesare Pavese, La letteratura americana e altri saggi, Einaudi, Torino, 1959.
NICOLETTA MONTELLA