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THE HUMANS

THE HUMANS

Silvia Donati _vocals, quercetti saxoflute, bamboo flute
Simone Massaron _dobro, el.guitar, carillon, bau toy, intimo, samples, live looping
Enrico Terragnoli _ac.guitar, el.guitar, podophono, maracas, flute, kalimba
Danilo Gallo _bass, doublebass, melodica, raagini, sweet plastic flute, glockenspiel, bells
Massimiliano Sorrentini _drums, background vocals, feet & steps, intimo, percussion

www.elgallorojorecords.com

Accadde alle nove di sera dello stesso giorno di quello stesso anno.

Johnny Foxx ruppe un uovo sul vetro della finestra subito dopo il telegiornale della sera. Nessuno senti' nulla perche' il clacson di una Dodge del '76 impazzi' nello stesso istante. L'albume macchiato di rosso scese lungo la fessura del condizionatore d'aria, mentre un piccione, sceso sul cornicione, cercava di mangiarselo a bocconi piccini piccini.

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Certo che quelli di El Gallo Rojo una ne pensano e cento ne fanno. In un periodo in cui la tendenza è quella di ritornare ad un minutaggio sempre più prossimo a quello del vecchio vinile, ti licenziano un lavoro che sfrutta completamente gli ottanta minuti consentiti dal CD. Poi si inventano un'ora immaginaria, le nove della sera, in cui accadono contemporaneamente fatti immaginari, in luoghi del mondo che immaginari non sono.
E mettono insieme il poeta anarchico spagnolo Chico Sanchez Ferlosio con il songwriter brasiliano Chico Buarque de Hollanda, la lirica più famosa del poeta siciliano Ignazio Buttitta e una canzone dei Crests giunta al secondo posto nella classifica di Billboard nel 1958, più una manciata di testi originali dagli umori elettrici, dalla scrittura a volte ermetica e dai risvolti spesso inquietanti.
Aggiungiamo un libretto dalla grafica acida che è un piacere per gli occhi e incominceremo ad avere un idea di quello che The Humans, questo il nome del gruppo, ci propone in It's Nine O'Clock. Il gruppo, per l'appunto, che sciorina un alchimia tutta speciale perché, supportate dalla ritmica poderosa fornita da Danilo Gallo e Massimiliano Sorrentini, presenta due chitarre elettriche d'eccezione.
Quella di Enrico Terragnoli, mago del suono e degli effetti senza effettismo, e quella di Simone Massaron, rivolta ad una sperimentazione spesso spericolata. Infine, la voce eclettica, versatile, imprevedibile, trasformista di Silvia Donati. Da un cocktail siffatto non poteva uscire che un disco perlomeno sorprendente, attraversato dalle stimmate della genialità, senza ombra di dubbio una delle cose migliori prodotte in questo 2011.
Desierto de Tabernas, Spagna. "Sixteen Candles," voce di cartavetro, la musica del diavolo che brucia al sole del deserto, le chitarre che strisciano come serpenti tra rocce roventi.
Rua de Sao Victor, Portogallo. "Outra Roda Viva," The Humans incontrano Arto Lindsay per una chiacchierata in famiglia. Brasile, naturalmente, ma l'apparente calma piatta non promette niente di buono.
Calle Fortuna, Madrid, Spagna. "Gallo Negro, Gallo Rojo," la Guerra Civile sullo sfondo, la forza di ribellione di un popolo, la bellezza di una melodia, i segni di una speranza in pochi accordi di chitarra e nella voce.
Via Spinuzza, Cefalù, Sicilia. "Un populu," il dialetto siciliano come grido di libertà universale, a metà strada tra madre africa e nevrosi metropolitane, chitarre distorte e scosse elettriche.
E poi molti altri luoghi/non luoghi, altre storie, altri sogni, altri incubi, altre speranze.
Semplicemente imperdibile.
Valutazione: 4.5 stelle

Vincenzo Roggero

stile: INCLASSIFICABILE

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Gli ottanta minuti dello spiazzante "It's Nine O'Clock" assemblano soluzioni scavalcanti epoche e generi. S'odono il jazz moderno, le folli/dissonanti/punzecchianti sei corde della Magic Band beefheartiana, il blues sulfureo, la contemporanea, i testi al vetriolo, brevi incursioni nel dark-metal. Meravigliano l'incantatoria psichedelia, gli accordi d'acciaio e le timbriche acidule dei chitarristi/polistrumentisti Enrico Terragnoli e Simone Massaron, predisposti pure alle manipolazioni, all'elettronica, al noise e al minimalismo. Anche Silvia Donati e' una presenza decisiva. Musicalmente trasversale, la cantante si distingue per l'inusuale scrittura e innanzitutto per la voce/prototipo profonda, scarnificata, polivalente, granulosa, spesso ironica. Crediamo che Donati, oggi, non abbia eguali ne' in Italia, ne' in Europa (batta un colpo chi ne conosce un'altra simile). Sono al solito garanzia le cadenze fluide e aeree di Gallo e Sorrentini. Un lavoro tra i piu' intriganti dell'anno. Da ascoltare ripetutamente.
Enzo Pavoni per Jazzit (Bollino "Jazzit likes it")