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BLONDE ZEROS

BLONDE ZEROS

Massimiliano Sorrentini _blonde drums, other zeros
Danilo Gallo _bass, other zeros
feat. Giorgio Pacorig  _blonde keyboards

Da tempo il jazz non si pone più il problema di reinventarsi a partire dall’evoluzione delle poetiche individuali. La musica di questo nuovo millennio è più che mai legata al reperimento e alla risistemazione creativa di suggestioni mutuate dalle soggettività dei musicisti. Sono materiali provenienti dagli ambiti più differenti, spesso strappati ad una letteratura cinematografica che ha messo in circolo soluzioni sonore di abbagliante ed incompromessa bellezza.
Musicisti come database biologici, come coscienze sottili che intuiscono nuovi utilizzi per i propri materiali della memoria, i quali vengono così svincolati tanto dalla tirannia delle destinazioni d’uso originarie che da quella della reminiscenza nostalgica. Musicisti come anime liberatrici, e dunque liberate.
Danilo Gallo e Max Sorrentini producono con God Fried Finger un lucido manifesto di questa poetica del reperimento, un’affermazione di sapienza ri-compositiva che finisce col ridiscutere le funzioni tradizionali degli strumenti impiegati. Blonde Zeros sono un basso e una batteria che, nel generare strutture portanti, producono già poetica senza dipendere da ulteriori livelli della costruzione musicale. Livelli che pure vi sono, e preziosi: nelle tastiere visionarie di Giorgio Pacorig, nell’alto urgente di Piero Bittolo Bon, negli archi eccellenti di Maria Vicentini, nella voce di Laura Copiello, nello stesso polistrumentismo di Danilo Gallo.
Registrata da Bla┼ż Celarec nella neve di Ljubljana, la musica risplende nella post-produzione e nel mixing magnifici di Enrico Terragnoli.