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Rollerball "La Clinica del Rasoio"

24-05-2008

various

BEPPE SCARDINO baritone sax
PIERO BITTOLO BON alto sax, baritone sax
MASSIMILIANO SORRENTINI drums
DANILO GALLO doublebass
ENRICO TERRAGNOLI guitar

nice guests:

GIORGIO “CIGNO” SIGNORETTI guitar on #1, #10, #11
ALESSANDRO “ASSO” STEFANA steel guitar on #7
FRANCESCO BIGONI & ZENO DE ROSSI handclaps & whistling on #5
GIANNI CHI? midi dogs on #5

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Un sordo ronzio di baritono simulante il suono di un rasoio elettrico. Cosi’ inizia “La Clinica del Rasoio”, “helzapoppin” punk-rock-noise-jazz-rock-cuban assemblato dai Rollerball (il basso viscerale di Danilo Gallo, i fiati dei “gemelli diversi” Bittolo Bon e Scardino, la chitarra allucinata di Terragnoli e la batteria tellurica di Max Sorrentini): una geniale gabbia di matti che in poco piu’ di cinquantotto minuti, facendo ricorso a un arsenale di suoni junkie (a proposito: che cosa e’ il “podophono”?), ad archittetture irrestibili e roboanti detonazioni, offre un’esperienza sonora insolita, deflagrante, divertentissima.

Roberto De Virtis _Jazzit 08

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La felicita’ e’ un rasoio caldo. Che le piu’ recenti generazioni di improvvisatori maneggino con disinvoltura i linguaggi piu’ disparati e irriverenti non dovrebbe stupire piu’ nessuno – tranne forse coloro i quali il jazz lo mettono nel vasetto delle conserve della nonna – e il superamento della “stampella” postmoderna della prima ora zorniana e’ alla fine un salutare punto di partenza. Annunciato nell’articolo sul collettivo El Gallo Rojo dell scorso numero, l’esordio del progetto Rollerball (il contralto di Piero Bittolo Bon e la batteria di Massimiliano Sorrentini, il sax baritono di Beppe Scardino, la chitarra mutante di Enrico Terragnoli e il contrabbasso di Danilo Gallo), una formidabile macchina avant-punk-jazz, ritmicamente insolente quanto basta perche’ le splendide architetture dei fiati e le corde taglienti della chitarra si possano rincorrere nelle piu’ svariate combinazioni. C’e’ un’atmosfera spesso cupa, cui l’ironia dei titoli e degli sberleffi sottotraccia aggiunge sale alle ferite; improvvisamente esplode il tango di “In the Ballroom”, di Wayne Horvitz, ma anche le composizioni dei singoli componenti vibrano di una forza particolare. In un mondo controllato da Corporazioni di ogni tipo, Rollerball da’ sfogo alla creativita’ repressa.

Enzo Boddi _Il Giornale della Musica '08

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Da quel downtown newyorkese, che con Zorn e Wayne Horvitz suscitava non pochi entusiasmi una ventina d’anni fa, all’improvvisazione timbrica meno pianificata che richiama aree di contatto co AACM, i cinque del Rollerball rimescolano senza troppe esitazioni il piu’ contaminato jazz d’avanguardia del passato. L’inserimento di altri due chitarristi (forse un po’ troppo affrancati al modello Marc Ribot) muove l’ensemble verso lidi in cui vive meglio il gusto per l’assolo dinoccolato, in contrasto con le ritmiche secche e spezzate in cui hanno modo di farsi notare due buoni strumentisti come Beppe Scardino (sax baritono) e Piero Bittolo Bon (alto e baritono). (7)

Michele Coralli _Blow Up _luglio '08

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Già da qualche tempo le produzioni discografiche dell’etichetta/collettivo El Gallo Rojo si stanno segnalando all’attenzione del pubblico e della critica per la vorace originalità e la qualità musicale. Realtà catalizzatrice di forze creative molto eterogenee, El Gallo Rojo continua a produrre dischi di grande interesse [tra l’altro caratterizzati da un progetto grafico forte e riconoscibile] secondo quelle che definiremmo delle vere e proprie linee di “galleggiamento” nelle quali i materiali sonori della contemporaneità si incrociano superando le necessità definitorie e senza perdere una connotazione di base “jazz”. Tra le ultime uscite incominciamo, segnalando, La clinica del rasoio a nome Rollerball, un quintetto dalla connotazione timbrica particolarmente azzeccata che accosta i sassofoni di Piero Bittolo Bon (contralto) e Beppe Scardino (baritono) alla chitarra “mutante” di Enrico Terragnoli e a una ritmica particolarmente fisica come quella formata dal contrabbasso di Danilo Gallo e dalla batteria di Massimiliano Sorrentino. Undici azzeccati sogni/incubi avant-jazz che coprono una materia pulsante acidissima, un blues che i graffi urbani hanno reso ancora più teso e lucido, con i fiati a maramaldeggiare con volute molto ricercate al di sopra del dilaniarsi spasmodico della ritmica. Brani come “Rochetto Panki”, nella sua apparente ironia, grondano un disagio desiderante che si fa largo a morsi, le mosse sghembe e threadgilliane di alcuni temi sono solo un trampolino per tuffi che riempiono di schizzi il cielo. Non si sorride tanto: prevale infatti una cupezza di mood che si attacca alla pelle come una pellicola calda, ma non si dimenticano facilmente nemmeno la danza desertica di “In the Ballroom” [il pezzo, firmato da Wayne Horvitz, è l'unico non composto da uno dei cinque componenti], né l'horror morriconiano di “La Nana”. Un disco davvero importante e splendido!

Enrico Bettinello _All About Jazz _ http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=2978

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E' iniziata con questo concerto dei Rollerball la stagione concertistica 2008/2009 dell'Area Sismica di Forlì. Il gruppo fa parte del collettivo musicale/etichetta discografica El Gallo Rojo, una delle realtà che ben rappresentano la vitalità, lo spirito d'indipendenza e la volontà di superare le barriere di genere e stilistiche che caratterizzano la nuova generazione del jazz italiano. Leggiamo dal loro sito: “Rollerball è il primo motore a combustione umana costituito da cinque semplicissimi pistoni, tutti fabbricati in diverse aree geografiche italiane. [...] è un meccanismo che produce suoni fragorosi, roboanti, indistinti.” Ed è un motore grintoso, progettato per prendere facilmente la “coppia”, per girare ad alta velocità e per “tirare”; insomma, pensato per chi ama premere sul'acceleratore, non certo per chi predilige una guida rilassata. E appunto come i pistoni di un motore, i cinque Rollerball fanno essenzialmente gioco di squadra: nonostante a tutti i membri nel corso del concerto siano stati lasciati spazi solistici anche solitari, l'enfasi è rivolta soprattutto sul suono collettivo, che punta sulla potenza granitica dell'insieme. Il sax di Piero Bittolo Bon e Beppe Scardino (quest'ultimo particolarmente vigoroso al baritono), richiamano tanto l'incandescente urgenza espressiva del free, quanto l'energia terrigna del rhythm'n'blues. Di rado infatti uno dei due sax viene lasciato solo dall'altro; spesso improvvisano insieme dando vita ad un magma sonoro, oppure si scambiano i ruoli di solista e accompagnatore, o ancora suonano in sezione riff rocciosi, che spesso costituiscono l'ossatura delle composizioni del gruppo. Così ad esempio in “Roketto Panchi”, sostenuta da un ostinato di due note incessanti del contrabbasso di Danilo Gallo, in cui i sax passano da fraseggi atonali a riff in stile r'n'b e e improvvisazioni concitate su un'incessante ritmica in 4/4. Già, perché appunto come gli ingranaggi di un motore, anche i “pistoni” di Rollerball tendono a girare con moto circolare: i brani sono spesso basati su ostinati ossessivi della sezione ritmica, a cui si aggiungono i riff dei sax, di cui i temi veri e propri sono a volte una sorta di sviluppo, e che rimangono a far da sostegno anche alle improvvisazioni. Il tutto viene inesorabilmente condotto verso un climax di saturazione energetica e sonora; una strategia compositiva che può ricordare quella dell'Otomo Yoshihide New Jazz Ensemble, anche se certamente senza la loro propensione a spingersi fino al parossismo. Paradigmatico in questo senso il pezzo conclusivo del concerto, “Self Service Toy”, col suo finale incandescente grazie anche alla chitarra di Enrico Terragnoli. Oltre all'energia, in alcuni temi fa capolino anche una vena di humour e una certa propensione allo sberleffo, ad esempio in “Chain Reaction Machine”, una sorta di twist ipercinetico trascinato dalla batteria concitata di Massimiliano Sorrentini. Con un album d'esordio uscito pochi mesi fa, "La Clinica del Rasoio", i Rollerball sono una promessa per il jazz italiano.

Claudio Casanova _ Live Area Sismica - Forlì - 4.10.2008

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Ultimo appuntamento di “JAZZ etc.“, rassegna in memoria del pittore e scultore Gaspare Da Jaga, organizzata dall’associazione culturale Tanaliberitutti con la direzione artistica di Luca Canini, e ultimo botto con il concerto di Rollerball, uno dei tanti gruppi che danno lustro all’etichetta-collettivo El Gallo Rojo. Ultimo botto perché i tre concerti della rassegna, pur con proprie peculiarità e con riferimenti stilistici assai diversi tra loro, hanno avuto un impatto violento (musicalmente parlando) sul pubblico e hanno tolto il velo, seppur parzialmente, su realtà musicali vive e vitali che con ostinazione vengono ignorate da festival e mercati discografici. Rollerball è un quintetto eterogeneo per background musicale e per l’apporto stilistico dei suoi componenti, sia dal punto di vista compositivo che espressivo; la conseguenza è una musica imprevedibile, non etichettabile, soggetta a continui cambiamenti di moods e di linguaggi, esuberante, pirotecnica ma anche ricca di insospettabile lirismo. Nell’accogliente sala auditorium di Borgo San Giacomo, il gruppo ha sostanzialmente presentato il recentissimo La clinica del rasoio, confermando dal vivo le meraviglie ascoltate su CD. Il sax baritono di Beppe Scardino e il contralto di Piero Bittolo Bon si presentano come micce in attesa di essere innescate per poi esplodere all’improvviso in deflagrazioni assordanti, con saette di fuoco che guizzano in mille direzioni. Seguono strade apparentemente diverse i due sassofonisti ma quando, quasi per incanto, i loro percorsi trovano dei punti di contatto, l’energia si trasforma in momenti di ruspante poesia. Danilo Gallo al contrabbasso è camaleontico nel fornire una pulsazione elastica e swingante così come nel creare bordoni ossessivi, nel centellinare con l’archetto passaggi di grande suggestione come nel dettare tempi sghembi e strampalati, in definitiva nel rilanciare continuamente la propulsione dinamica e organizzativa dell’esecuzione. Max Sorrentini è batterista atipico nel panorama jazzistico; il suo è un drumming sporco, ruvido più vicino a certo rock progressivo che alle raffinatezze della musica improvvisata. E proprio per questo funziona alla grande nell’economia del gruppo contribuendo in maniera decisiva a determinarne la giusta dose di robustezza timbrica e aggressività dinamica. Infine, la chitarra di Enrico Terragnoli, eterea, soffice come una nuvola di bambagia ma anche acida come la panna che accompagna la torta di mele, capace di commuoverti in una serenata hawaiana dal sapore lisergico così come di trasformare in magma incandescente un blues pigro e sonnolento. Senza dimenticare le magie in fase di accompagnamento quando riesce a creare dalle macchie di colori dagli accostamenti improbabili o a tessere delle trame anomale che sembrano sollecitare ulteriormente la creatività della band. Quella di Rollerball è stata un’esibizione intensa, senza pause, dove scorribande sonore apparentemente disordinate, trovano in realtà forma in un sorta di piccole suite dall’andamento articolato che tengono desto l’interesse dell’ascoltatore dalla prima all’ultima nota.

Vincenzo Roggero _Live Borgo San Giacomo - 13.09.2008 http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3160

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Recente produzione del collettivo “El Gallo Rojo”, il quintetto “Rollerball” ha aperto a Verona la mini rassegna “Jazz e Altro”, il 25 novembre al Teatro Camploy. Il pubblico non era numeroso ma questa è una costante - non solo nella città veneta - quando sono di scena gruppi ancora poco noti e/o legati ai circuiti d'avanguardia. Un peccato per chi non c'era, è proprio il caso di dire. La formazione presenta doti di prim'ordine per quanto riguarda la ricchezza del progetto, il fantasioso incedere dei percorsi (in sintesi tra post free e stilemi rock), la coesione del collettivo e le doti dei singoli solisti. Il “Rollerball” è formato dal contrabbassista Danilo Gallo, animatore di vari progetti del Gallo Rojo; dall'eclettico chitarrista veronese Enrico Terragnoli; dal baritonista Beppe Scardino (già sentito con Dimitri Grechi Espinoza); dal veemente sax contralto Piero Bittolo Bon e dal batterista Massimiliano Sorrentini, già nei gruppi di Simone Guiducci e Vinicio Capossela. Il repertorio presentato derivava in gran parte dal disco d'esordio della formazione, La clinica del rasoio, pubblicato da pochi mesi e già considerato da vari addetti ai lavori (compreso il sottoscritto) una delle produzioni più stimolanti di questa stagione discografica. In un paio d'ore di concerto i “Rollerball” hanno espresso tutto il loro potenziale di formazione dai connotati hard, particolarmente a suo agio in climi ritmici concitati e iterativi, dove i mutamenti di clima sono una costante e gli interventi dei sax mantengono precisi riferimenti con il free. Ma il gruppo sa dosare con competenza timbri e dinamiche, come ha dimostrato già dal primo brano in scaletta, “Il silenzio del capitano”, di fattura espressionista ma capace di alternare tensioni e distensioni. Il concerto è proseguito con “War Chant” caratterizzato da un veemente assolo alla chitarra di Terragnoli, tanto per ricordare quanto il rock non sia affatto secondario nell'estetica del gruppo. Impossibile soffermarsi su tutti brani, sempre caratterizzati da un un abbondante groviglio di suggestioni sonore, interscambi serrati e quadri in rapido sovrapporsi che mantengono però un chiaro ordine strutturale. Ricordiamo in particolare il rarefatto ”La nana” di Massimiliano Sorrentini, “Tricotillomania” di Bittolo Bon e il nuovo brano “Tips Are Not Included”. Il bis “Hushpukena” ha concluso il concerto tra i convinti applausi del pubblico.

Angelo Leonardi _All About Jazz _ Live Jazz e altro Teatro Camploy - Verona http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3415

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Non e’ la solita etichetta, El Gallo Rojo identifica un “collettivo di musicisti predisposti al trasversale e con l’attitudine a sperimentare”, come sottolinea Danilo Gallo, ideatore della label insieme a Zeno De Rossi. Un manifesto programmatico reso tangibile dai 22 cd pubblicati dal 2005 ad oggi: chi opera nel (e col) collettivo agisce liberamente e senza paraocchi all’insegna dell’”uno per tutti, tutti per uno”, non ricalcando questo o quello stile. Al diavolo gli ortodossi. Ecco una delle ultime proposte e’ dei Rollerball, strambo quintetto comprendente Danilo Gallo (contrabbasso), Massimiliano Sorrentini (batteria), Enrico Terragnoli (chitarra), I sassofonisti Beppe Scardino e Piero Bittolo Bon. L’evolutissima ritmica fa da costante stimolo ai girotondi impazziti dei fiati e ai lisergici voli di liberta’ della surreale sei corde (sembra spaziare da John Cipollina a Brandon Ross). Un abbagliante andirivieni di situazioni, dove free radicale e swing, elettronica e visionaria psichedelia, punk/new wave e blues sono facce della stessa medaglia. Colpisce la facilita’ con cui entrano ed escono dai territory sonori piu’ impensabili, quasi si trattasse di una maniera di esprimersi usuale. Ben vengano progetti cosi’ obliqui, preziosi per schiudere nuove galassie a chi crede che basti imparare a memoria il Real Book per potersi definire jazzisti provetti: bisogna invece prendere coscienza che hanno fatto (fanno) parte di questo mondo anche Zappa e Residents, Beatles ed Hendrix, Barrett e Pere Ubu, Sonic Youth e Glen Branca, innovatori apprezzabili quanto Parker, Morton, Ornette e Steve Coleman, Dolphy, Monk, Mingus, Ayler, Coltrane, Davis, Tristano, Braxton, Zorn e via discorrendo.

Enzo Pavoni. _Jazz magazine ‘09

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La label indipendente El Gallo Rojo, fondata dagli stimati e coerenti jazzisti d’avanguardia Danilo Gallo e Zeno De Rossi, si pone in maniera autorevole nell’attuale panorama disocgrafico nazionale. Negli oltre venti cd pubblicati dal 2005 ad oggi non trovano alloggio ortodossie o bigottismi di sorta, nulla e’ precluso, dal free alle swinganti fughe in walking, dal rock underground a impennate blues, dal punk alla new wave (…). Crogiolo di sapori, note e stili, “La Clinica del Rasoio” e’ un lavoro immancabile che non stonerebbe nei cataloghi delle newyorkesi PI di Seth Rosner e Tzadik di John Zorn. Strambi e stralunati, affilati e psichedelici, radicali e lirici, i Rollerball comprendono Danilo Gallo (contrabbasso), Massimiliano Sorrentini (batteria), Enrico Terragnoli (chitarra), I sassofonisti Beppe Scardino e Piero Bittolo Bon. Una ritmica tra le piu’ avanzate in circolazione (micidiale quel rullante tiratissimo nell’urbano “Roketto Panchi”) sostiene/suggerisce senza sosta I girotondi impazziti dei fiati e I surreali voli di liberta’ della sei corde, di cui Terragnoli dimostra di essere un’assoluta autorita’: da antologia I suoi imprendibili assolo in “In the Ballroom” e innanzitutto nell’orgia lisergica di “War Chant”, in cui la slide punge l’anima. Tra I piu’ stimolanti e creativi degli ultimi tempi, il cd vive di andirivieni di situazioni: cadenze mozzafiato, duelli nervosi, attimi di quiete e di lirismo, consapevoli scavalcamenti territoriali, dove anziche’ ostacolarsi le varie componenti tendono ad alimentarsi a vicenda.

Enzo Pavoni _Audio Rewiev _qualita’ artistica 9/qualita’ sonora 10