Reviews

Sparkle + Andy Middleton "Playing Tricks"

25-05-2010

Andy Middleton _tenor & soprano sax

Ettore Martin _tenor sax‚Ä®

Danilo Gallo _doublebass

Enzo Carpentieri _drums 

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BOOKING: ZEROZEROJAZZ http://www.zerozerojazz.it

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Jazz molto moderno, quello messo in scena dal trio Sparkle assieme all'"amico americano" Andy Middleton ed edito dalla giovane etichetta indipendente padovana Zerozerojazz. Su brani tutti originali, scorre nel corso del lavoro una lettura molto libera di atmosfere anche assai diverse tra loro: dalla narrazione multidimensionale di derivazione downtown newyorchese dell'iniziale "Bing Bang" al latin (ancorché decomposto e rimontato in nuova foggia) di "Milonga Triste," passando per originalissime riletture della musica ebraica ("Bugsy Siegel"), fumosi blues ("Ring Kai Ring") e ballad ("060804," "Midnight Sun"), titoli quasi descrittivi ("The Lady Is a Trans"). Una rassegna che assume tuttavia una ben precisa identità stilistica, grazie alla perfetta interazione dei protagonisti, con i due fiati che operano in dialogo reciproco differenziando marcatamente le rispettive voci grazie all'impiego di forme espressive talora anche estreme e sempre molto personalizzate, Danilo Gallo che costruisce la vera e propria ossatura dei brani con un lavoro che è più basato sul suono del proprio strumento che sul (peraltro rilevante) apporto ritmico ed Enzo Carpentieri che aggiunge pennellate di colore interagendo puntualmente con le altre voci (si ascolti in questo senso "Bugsy Siegel"). Il risultato è un jazz che è tanto radicatissimo nella tradizione di questa musica, quanto - appunto - molto moderno, perché ricompone la tradizione alla luce di sensibilità e stilemi elaborati dalla sua più recente sperimentazione. E che ha come ulteriore elemento di spicco le splendide interpretazioni di tutti e quattro i protagonisti.

Neri Pollastri _All About Jazz _ http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=5855

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La ‘scintilla’ che accende il jazz dei nostri giorni provoca imprevedibili cortocircuiti, accoglie linguaggi plurali, sedimentati attraverso esperienze di lontana provenienza. Ciò che chiamiamo jazz è un’immagine sempre più sfocata, che eccede una cornice consunta. E fanno sorridere i tentativi neoclassici di riclassificare una innocenza perduta, di riordinare ciò che per natura è meticcio. La composizione di Sparkle – trio che qui diventa quartetto – racconta di percorsi differenti che convergono verso un punto focale, di una sintesi maturata con pazienza e passione. Un laboratorio di suoni disponibili, una fragranza di talenti flessibili, che solo nell’ascolto interdipendente trova la ragione d’essere. Ettore Martin, Danilo Gallo, Enzo Carpentieri hanno sviluppato in questi anni personalità definite, modellate verso una poetica musicale di sicura riconoscibilità. Eppure, in Sparkle, ciascuno rinuncia a qualche carattere peculiare, modifica il proprio ego e si distende nell’ascolto dell’altro. Solo così Sparkle può dire qualcosa di fresco, di sorprendente. La tendenza alla composizione narrativa per Martin e quella al graffito urticante per Gallo si combinano in una forma simbiotica, irrobustita dalla versatilità intuitiva di Carpentieri. Ne esce un ibrido potente, una musica che trova la sua sintassi in una continua rifinitura delle esecuzioni. Chi ha incontrato in palcoscenico Sparkle e ne ha apprezzato il rigore esecutivo ma anche lo spirito giocoso-avventuroso, trova in questo cd un ritorno all’amore per il jazz, seppure ‘aperto’, come è naturale in artisti di tale attitudine. E il valore aggiunto di un sassofonista come Andy Middleton – che porta in dono ben tre composizioni – consiste sia nell’arricchimento formale di Sparkle, sia in una inedita tessitura timbrica che il sax soprano apporta quasi naturalmente. Ci sono diverse suggestioni nel catalogo del disco. Prevale il materiale tematico misurato, giocato sui tempi medi; emerge una varietà metrica efficace, che stimola l’esecutore a forzare il suo respiro abituale. Ci sono brani bi-tematici, che dalle forme indistinte si sciolgono in pedali ritmici (Big Bang, sulle orme di Paul Motian), i profumi melodici ebraico-sefarditi in Bugsy Siegel di Danilo Gallo, persino tracce delle geometrie dinoccolate di Steve Lacy in Cuvee di Middleton – il veicolo migliore per gli assoli dei fiati -, fino all’incantevole ballad 060804, dove Gallo scopre il suo innegabile lirismo. E molti spunti più free, dove la lingua franca ereditata da Ornette funge da bussola per l’espressività più istintuale dei quattro musicisti (Playing Tricks). Da sottolineare, inoltre, la saggezza compositiva raggiunta da Ettore Martin, e la polivalenza percussiva di Enzo Carpentieri, batterista che mette a frutto la sua formazione ‘boppistica’ indagando ogni tipo di linguaggio musicale, con esiti felici.

liner notes by Stefano Merighi

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Sparkle è un collettivo d’ampio respiro, frutto dell’attività di ricerca e laboratoriale della fresca etichetta italiana, che s’inserisce in un tessuto discografico innovativo, in risposta ad alcune assonnate proposte che pervadono lo Stivale. La triade è formata da Martin, Gallo e Carpentieri, cui s’aggiungono le sonorità apparentemente anarcoidi dello statunitense Middleton, ospite che porta regali. Dieci temi originali dai tempi medi, che non prendono a calci la storia né la plagiano. Martin e Middleton flirtano amabilmente su brani bitematici che si evolvono ora con passi felpati e straniati (Ring Kai Ring), ora nel lirismo da ballad (060804), o volteggiano intorno alle linee melodiche ebraiche (Bugsy Siegel) e a quelle folcloristiche argentine, con opportuna ironia (Milonga triste). Gallo cuce e innesta armonie, ben tessute dalle dinamiche in costruzione continua di un iridescente Carpentieri. Accenti di free jazz, senza cadere nella banalizzazione e scivolare su imbarazzanti paragoni o forme epilettiche. Un impianto metrico moderno, agile nei cambiamenti di tessitura, che incorpora l’essenza dell’avant-garde jazz.

Alceste Ayroldi _Musica Jazz _ http://www.musicajazz.it/reviews/48