Reviews

Blonde Zeros "God Fried Finger"

02-04-2011

various

MASSIMILIANO SORRENTINI blonde drums, other zeros
DANILO GALLO bass, other zeros
feat. GIORGIO PACORIG blonde keyboards

very blonde guests

ENRICO TERRAGNOLI guitar, other
MARIA VICENTINI strings
PIERO BITTOLO BON reeds
BLAZ CELAREC percussion
LAURA COPIELLO vocals

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"God Fried Finger" e' tra i primi 100 album internazionali nominati dal Jazzit Awards 2010 "Greatest Albums"

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Da tempo il jazz non si pone più il problema di reinventarsi a partire dall’evoluzione delle poetiche individuali. La musica di questo nuovo millennio è più che mai legata al reperimento e alla risistemazione creativa di suggestioni mutuate dalle soggettività dei musicisti. Sono materiali provenienti dagli ambiti più differenti, spesso strappati ad una letteratura cinematografica che ha messo in circolo soluzioni sonore di abbagliante ed incompromessa bellezza. Musicisti come database biologici, come coscienze sottili che intuiscono nuovi utilizzi per i propri materiali della memoria, i quali vengono così svincolati tanto dalla tirannia delle destinazioni d’uso originarie che da quella della reminiscenza nostalgica. Musicisti come anime liberatrici, e dunque liberate. Danilo Gallo e Max Sorrentini producono con God Fried Finger un lucido manifesto di questa poetica del reperimento, un’affermazione di sapienza ri-compositiva che finisce col ridiscutere le funzioni tradizionali degli strumenti impiegati. Blonde Zeros sono un basso e una batteria che, nel generare strutture portanti, producono già poetica senza dipendere da ulteriori livelli della costruzione musicale. Livelli che pure vi sono, e preziosi: nelle tastiere visionarie di Giorgio Pacorig, nell’alto urgente di Piero Bittolo Bon, negli archi eccellenti di Maria Vicentini, nella voce di Laura Copiello, nello stesso polistrumentismo di Danilo Gallo.
Registrata da Blaž Celarec nella neve di Ljubljana, la musica risplende nella post-produzione e nel mixing magnifici di Enrico Terragnoli.

Giorgio Signoretti

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http://www.jazzitalia.net/recensioni/godfriedfinger.asp 



Intorno al nucleo essenziale dei Blonde Zeros, costituito dalla batteria di Massimiliano Sorrentini e dal basso di Danilo Gallo, si muovono le tastiere analogiche di Giorgio Pacorig e degli ospiti di riguardo, alcuni ben noti in casa El Gallo Rojo, altri meno. Come spesso accade nei cd realizzati da questa etichetta, non c'è spazio per la noia nell'ascolto dei dieci brani che alternano composizioni originali, oltre alla sarabanda bachiana in una stralunata versione. Le atmosfere variano anche grazie alla diversificazione delle formazioni per ogni brano, e all'utilizzo di strumenti insoliti. I riferimenti musicali sono svariati, dal progressive, una musica che attira sempre più l'attenzione dei jazzisti più curiosi, all'elettronica più sperimentale, alla melodia acustica (Neuenburgestrasse, Goodbye Venezia), al felice inserimento degli archi (Brighton Hill), ad atmosfere hard rock, a suoni concreti.
Musica che si rivolge ad ascoltatori che non si accontentano più di un jazz che si avvita su se stesso nella stanca celebrazione di una tradizione che è quanto di più lontano si possa immaginare dallo spirito di questa musica, ma che cerca invece - anche correndo qualche rischio - di creare nuove situazioni, nuovi stimoli, nuovi momenti di confronto e di scontro tra culture e personalità musicali. Insomma, per essere chiari, i Blonde Zeros sono altamente sconsigliati ai seguaci delle idee di Wynton Marsalis.


Vincenzo Fugaldi per Jazzitalia

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(EM) _ Jazzit (nov '10) _ Jazzit likes it

La domanda formulata indirettamente dalla musica dei Blonde Zeros riguardail tipo e la forma del jazz che verra'. L'azione e' condotta in collaborazione con cinque special guests (Enrico Terragnoli alla chitarra, Maria Vicentini agli archi, Piero Bittolo Bon ai legni, Blaz Celarec alle percussioni, Laura Copiello alla voce), musicisti propongono una musica basata sul forte impatto melodico e sulla timbrica poliedrica. Esemplare, in questo senso, Brighton Hill: armonicamente e' molto semplice (la prima parte alterna due battute di Do a due di Solsus, la seconda due di Do a due di Mib) al fine di evidenziare le belle melodie esposte di volta in volta dagli accostamenti sonori piu' strani e bizarri (Farfisa e archi, campanelle e chitarra effettata). Godibilissimo il senso ludico e l'humor dei musicisti che rende ancora piu' intensa e vivace la performance.

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"Magari odieranno sentirselo dire, ma con oltre 35 dischi messi in fila (molti bellissimi) e pur nella varieta' dei progetti, quelli del Gallo Rojo un suono riconoscibile iniziano ad averlo. Saranno le partecipazioni incrociate (qui abbiamo Sorrentini, Gallo e Pacorig, piu' consueti ospiti), sara' la voracita' nell'assemblare materie ed elementi elettroacustici di piu' varia natura, sara' una sottile attitudine sfrontata e sperimentale, ma questi Blonde Zeros ci piacciono parecchio!"

(7) Enrico Bettinello 
Blow Up luglio 2010

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Il trio protagonista in "God Fried Finger" vede coinvolti, sotto il fantasioso nome Blonde Zeros, il batterista Massimiliano Sorrentini, il bassista Danilo Gallo (entrambi compositori ed impegnati con altri strambi strumenti) e il pianista Giorgio Pacorig. Un cd a dir poco universale, dove intervengono ospiti di talento, in particolare i modernissimi Enrico Terragnoli (chitarra) e Piero Bittolo Bon (fiati), anch'essi membri de El Gallo Rojo. Al solito, dinanzi alle proposte spiazzanti di questo collettivo votato all'originalita' e alla condivisione progettuale bisogna mettere in campo un approccio mentale aperto, indispensabile per apprezzare una musica che sarebbe semplicistico sintetizzare con un'unica formula. Per fortuna i tempi sono cambiati, alcuni odierni improvvisatori considerano jazz, rock, folk, elettronica, psichedelia, contemporanea e cameristica solo alcune delle infinite lingue utilizzabili per esprimersi tramite le note. Del resto l'era delle commistioni e del meticciato e' iniziata da almeno quattro decenni. Bastano alcune battute del caleidoscopico "God Fried Finger" per riverificare che Sorrentini, Gallo, Pacorig e invitati si trovano a proprio agio in contesti cosi' liberi e sospesi: qui possono snocciolare senza renderne conto a nessuno ogni tipo di strumento, suono e genere musicale, evidenziando autorevolezza e un'enorme sicurezza nelle proprie convinzioni architettoniche. Ecco allora sfilare, coagulati in un unitario frullato, rumori, affilati sketch informali, frequenze radio, umori canterburiani, passaggi rock (ora nervosi, ora aciduli), parentesi liriche, storte follie zappiane e molto di piu'. Come definire lo speciale gramelot di "God Fried Finger", se non uno degli allucinanti appuntamenti sonori di musicisti creativi e coraggiosi?


Enzo Pavoni, Audioreview, 8.5

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http://webmagx.jazzrytmit.com/index.php/kaikki-arvostelut/1706-blonde-zeros (NORWAY)

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http://www.radiostudent.si/article.php?sid=17619 (SLOVENIA)