10-11-2011
various
http://www.danilogallo.com/index.php
Enzo Carpentieri è batterista ben conosciuto e apprezzato nel panorama del jazz italiano. In possesso di uno stile corposo ma sempre swingante, negli ultimi anni ha cercato spesso di spingersi oltre i confini della tradizione, senza peraltro mai tradirla. Lo testimonia ad esempio la militanza nel Lunar Quartet con John Tchicai – che inevitabilmente deve aver ampliato le possibilità di lettura della parola "improvvisazione".
E in tale prospettiva pare del tutto logico e naturale l'approdo a questo "Everywhere is Here", appena uscito per l'etichetta ZeroZeroJazz, in cui, a partire da due session di improvvisazione totale in studio, Carpentieri ha costruito un disco di rara efficacia – in equilibrio tra strutture istantanee in continua mutazione ed esplosioni di pura energia.
Complici i musicisti coinvolti, tutte figure di primo piano del jazz nostrano, e la preziosa collaborazione di Rob Mazurek, che in questo progetto mette la sua inesauribile inventiva melodica e il suo senso dell'interplay al servizio di un progetto autenticamente collettivo.
Alla base di tutto la batteria del leader, perfettamente a fuoco nella costruzione di solidi pattern ritmici (Everything Sara), ma sempre pronto all'esplorazione di territori meno rassicuranti (C'mon).
Su questa ossatura si inseriscono i bassi di Danilo Gallo e Stefano Senni, a loro agio nel disegnare intrecci inconsueti anche nei momenti più concitati (You Don't Like It?).
A infittire la trama le chitarre e l'elettronica di Enrico Terragnoli, che colora il suono del gruppo di tinte elettriche dal fascino d'altri tempi eppure fortemente contemporanee (Space Invaders).
Su tutto svetta la cornetta di Mazurek, che di volta in volta fornisce chiavi di lettura diverse – ora squisitamente melodiche (Zen Zero) ora più genuinamente free (Kinesthesia).
Nonostante alcuni brani finiscano in maniera decisamente brusca, non si ha mai l'impressione dell'abbozzo, ma di un discorso pienamente sviluppato, basato principalmente sul contrasto – tra richiami ad una certa tradizione del jazz di ricerca e il post-rock più avanzato, tra sospensioni siderali e groove travolgenti.
Merito anche di una post-produzione attenta, che dal materiale grezzo ha saputo trarre un disco convincente dalla prima all'ultima nota, con episodi anche molto diversi tra loro ma che si succedono con una logica ferrea, fino a costruire una visione di insieme coerente, rigorosa negli intenti e mai noiosa negli esiti.
Nicola Negri _http://centrodartepadova.blogspot.com/2011/11/enzo-carpentieri-circular-e-motion-feat.html?spref=fb
_________________________________________________________________________________________________
Tiene que gustarle a uno esta música más experimental que free para llegar a la conclusión de que el disco es bueno, aceptable. Sin que me entusiasme, puedo decir que Everywhere Is Here contiene una rareza por momentos atrapante. Y esos momentos van siendo más a medida que las pistas avanzan. Digo, no es lo mismo Everything Sara que Bali Belly o Fluxus, más líquidas, vaporosas, electrónicas y espontáneas, más en línea con el espíritu del disco, si pensamos en que fue grabado como una larga sesión de improvisación.
Otra cosa elevada son las diferentes texturas y la manera de combinarlas. Los sonidos fríos con los cálidos, el ronquido de las cuerdas con la oralidad pausada de la corneta que, en todo el disco, es la narradora, la que explica (Wabi Sabi, Plexus). Pero también, tirando hacia el lado opuesto, nos encontramos con esa necesidad de sumar pistas que al disco no le suma nada; trozos curiosos, compendios de sonidos que se vuelven ruidos, intentos de espejar un momento mental del artista o de adjetivar el trabajo con la palabra “raro” de manera demasiado obvia (Space Invaders).
Everywhere Is Here tiene movimiento, a veces circular, a veces octogonal o rompedor de cualquier perímetro. La música se queda, se va; generándose en un mundo táctil, nos lleva hacia atmósferas electrónicas que lo contaminan casi siempre para enriquecerlo.
Marcos Maggi _Cuadernos de Jazz, noviembre-2011
http://www.cuadernosdejazz.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1875
_________________________________________________________________________________________________
Racconta Enzo Carpentieri, batterista e responsabile di questo progetto: "Abbiamo iniziato in una nebbiosa mattina di novembre un set di totale improvvisazione, senza aver idea di cosa sarebbe successo. E' stata solo la luce rossa in studio "record" che ha dato ai musicisti la "luce verde" per iniziare il loro interplay telepatico." Parole impegnative, ma che fotografano in modo diretto quanto documentato in questo bel disco della Zerozero Jazz che "ruba" in parte i musicisti ad un'altra etichetta d'eccellenza della creatività, la Gallo Rojo. Si tratta di Stefano Senni, Danilo Gallo, Enrico Terragnoli. I primi due in pratica "raddoppiano" la parte dei bassi, Terragnoli utilizza chitarra elettrica, banjo, armonica, l'ospite speciale che fa la differenza è il magnifico Rob Mazurek alla cornetta, puro spirito delle avanguardie "storiche" di Chicago, che ricordiamo in mille avventure e capriole sonore. Dalla sua, notoriamente, Mazurek ha un suono palpitante, in cui si innescano facilmente ricordi di Lester Bowie e Don Cherry. Mirabile l'equilibrio del lavoro, in cui qua e là si affacciano anche squarci levigati di elettronica, usata con un gusto e una capacità interattiva ragguardevole, mirabile il gioco di timbri, i climax agonici. Potrebbe piacere, e molto, anche a chi frequenta coordinate sonore applicabili al cosiddetto "post rock".
_Guido Festinese _http://www.discoclub65.it/jazz/archivio-mainmenu-42/4538-enzo-carpentieri-circular-e-motion-everywhere-is-everywhere.html
_________________________________________________________________________________________________
Cinque musicisti in studio, liberi da scritture e da vincoli, ma attenti alle forme, rispettosi dei linguaggi del jazz e soprattutto intenti a cercare nel fluire della musica il senso della propria conversazione musicale.
Il senso di Everywhere is here si racchiude proprio nella linea, stretta e rigorosa, scelta da Carpentieri e dai suoi musicisti. Improvvisare, lasciar correre intuizioni e pensieri e mantenere al contempo un ordine generale nel discorso. Il procedimento utilizzato unisce la stratificazione dei suoni e la ripetizione di nuclei sonori intorno ai quali si sviluppano le linee dei musicisti. L'aspetto sonoro più appariscente è costituito da una sezione ritmica ampia: i due bassi e la particolare vocazione di Enrico Terragnoli nel costruire il supporto per le evoluzioni degli altri musicisti diventano, insieme alla batteria, il substrato - magmatico, in alcuni punti, e sempre variegato grazie alla sua composizione molteplice - sul quale scorrono le melodie della cornetta di Rob Mazurek. L'attitudine di Terragnoli permette all'improvvisazione totale del quintetto di non focalizzarsi in una successione di assolo, ma di costruire l'impasto sonoro passaggio dopo passaggio: l'utilizzo di strumenti diversi per suono e modo di impiego da parte di tutti i protagonisti della registrazione amplifica questo atteggiamento e lo rende intrinsecamente legato allo sviluppo musicale scelto dalla formazione.
Everywhere is here prende le mosse infatti da spunti brevi e sintetici intorno ai quali i cinque musicisti intervengono in maniera libera ma, tutto sommato, coerente con il discorso generale. Linee di basso ostinate, riff, figure ritmiche sulla batteria: il flusso complessivo della musica prende spunto e vigore dalla ricorsività dei "movimenti" dei cinque e segue, se si vuole, la modalità del musicista che da solo crea il sostegno alle proprie linee con la loop station, in una pratica circolare dal risultato ignoto allo stesso fautore. E, in questo modo, il disco si mantiene in equilibrio tra le sue spinte più estreme e la fruibilità, tra formalismi e libertà totale, senza incappare nelle derive meno controllate dell'uno e dell'altra.
_Fabio Ciminiera _Jazzconvention _http://www.jazzconvention.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1077%3Aenzo-carpentieri-circular-e-motion-everywhere-is-here&catid=2%3Arecensioni&Itemid=11
_________________________________________________________________________________________________
Bell'incrocio tra musicisti italiani e stranieri nel disco del batterista Enzo Carpentieri, che si dota di una robusta pattuglia di "corde" Gallo Rojo (il chitarrista Terragnoli e i due bassisti Gallo e Senni) per far fronte alla pirotecnica fantasia della cornetta di Rob Mazurek. Libera improvvisazione, che trova però ostinati e solchi polverosi dentro cui incanalarsi. Per essere un episodio estemporaneo, l'alchimia è davvero notevole.
Enrico Bettinello _Blow Up
_________________________________________________________________________________________________
Senza paura di confronti con generi e musicisti diversi il batterista Enzo
Carpentieri ha affrontato questa sua ultima impresa
mettendo insieme un ensemble italo-americano riunitosi in un nebbioso
mattino di novembre in studio.
Si sono presi la libertà di provare a scoprire se la telepatia fra loro
era in grado di fa scoccare la scintilla al di fare qualcosa di
interessante. Un movimento circolare fra Chicago ed il Nordest italiano
in una situazione di improvvisazione totale.
Qualcosa ricorda il compianto collega batterista inglese John
Stevens, ad esempio il brano d´apertura Everything Sara, un
free-jazz-rock che fa subito drizzare le orecchie. L´abilità di creare
situazioni piuttosto interessanti fra sprazzi di energia e controllo del
processo creativo è un´altra caratteristica di questo album in cui c´è
anche una ricerca formale estemporanea, come da premessa della session,
che evita di scadere nel caos. Il lavoro di postproduzione ha certamente
giovato alla compattezza del disco ed a cogliere la scintilla scoppiata fra
Rob Mazurek
alla cornetta, noto musicista di Chicago, ed i colleghi italiani.
Oltre al batterista ci sono Stefano Senni al
contrabbasso (sul lato sinistro) Danilo Gallo al
contrabbasso ed al basso elettrico (sul lato destro) ed
Enrico
Terragnoli alla chitarra ed a strumenti vari come
l´armonica a bocca, il banjo, ecc.
Diversi brani finiscono in modo brusco. Ma non è che lascino
l´impressione dell´incompiuto michelangiolesco. Quel che si aveva da
dire di sicuro non lo si è messo da parte. Le elettroniche di Terragnoli
si danno da fare a creare situazioni alchemiche (così definisce la
propria chitarra), sprazzi di liquidità illuminate dalla cornetta di
Mazurek. Un magma in uscita modellato durante la fusione, che evita di
sparpagliarsi senza forma in tutte le direzioni grazie anche al sapiente
lavoro del leader, in grado di guidare la session insieme ai due
bassisti che danno matericità al suono di un disco inconsueto.
Vittorio Loconte _Music Zoom _http://www.musiczoom.it/?p=4541
danilo.gallo72@gmail.com
facebook.com/danilogallo.bass
danilo gallo is a member of
EL GALLO ROJO RECORDS